Gira e rigira, a fiuto vai a destra, ti guardi intorno cercando qualche familiarita', un nome, una statua, e giri ancora, mi sento che si va di qua.
Ah ecco si conosco questa piazza...bene, ma da qua a casa come ci si va? Forse di qui?
Niente, dopo mezz'ora e dico mezz'ora di semaforstopstisciepedonaliebiciclettistie affini mi ritrovo nello stesso punto da cui ero partita.
Mi sono sentita una vera idiota.
A parte il tempo perso che si sa nessuno te lo rida' e la la la e la la la, CRIBBIO e' possibile che io mi perda dietro casa dopo quasi 2 anni che giro nei paraggi? Credevo di avere Torino in tasca o quantomeno di poter smettere di non "lasciare mai la strada vecchia per la nuova", invece il mio senso dell'orientamento deve aver traslocato o magari si voleva solo divertire alle mie spalle...ahhhhhh...
Menomale che almeno quando sono riuscita a tornare a casa ho trovato parcheggio dopo soli 20 minuti.
Son soddisfazioni.
Stamttina piove, oddio non lo so se piove in realta', se non sta piovendo in questo momento preciso ha piovuto da poco, dalle finestre vedo un cielo grigio e le pietre del cortile sono tutte bagnate.
La signora del piano sotto sta buttando la spazzatura, lei e quel suo cane in giacca di tweed.
Questo tempo mi mette malumore, e poi ieri ho fatto un'altra delle mie stronzate, una di quelle che cerchi di evitare con tutto te stesso e poi alla fine le fai lo stesso...accidenti.
Continuo a dirmi che posso farcela come una anonima problematica partecipante ad un gruppo di sostegno, mi abbraccio da sola, parlo di me e dei miei problemi con me stessa, piango pure un po' se ce n'e' bisogno.
Questi sono diamanti e non riesco a capire perche', nonostante io riconosca il loro valore, io non sia capace di averne cura come si dovrebbe.
Sbraito incomprensibilmente, toccata nell'orgoglio, mi riempio di aria e inizio a dire e dire e dire poi ancora quell'ultimo concetto che mi pare sia importante sottolineare.
E perche' questo cosi', e perche' questo cosa', ma come e' possibile che, ma come cazzo si fa a.....e ancora altre millemila parole per spiegare le mie impressioni, le mie sensazioni, cosa mi piace, cosa mi da fastidio, cosa vorrei, cosa mi aspetto e anche un pizzico di cosa mi ferisce.
Ma che noia.
Io sono davvero noiosa.
07 novembre 2010
04 novembre 2010
Grazie e scusa
Grazie...
per la pazienza, la comprensione, la sopportazione.
...e scusa.
Scusa.
Che palle.
Mmmmmm...
Alla fine non e' chiedere scusa che mi infastidisce.
Ho delle difficolta' ad accorgermi del momento in cui ci sarebbe da scusarsi, ma le volte che penso di doverlo fare lo faccio, a pieni polmoni.
Quello che mi infastidisce e' questo odioso senso di colpa, questo sentirmi idiota.
Forse e' per questo che mi scuso, perche' ho esagerato e avrei potuto benissimo non farlo. E tra le altre cose non mi spiego quale sia stato il motivo scatenante.
So che c'e' un momento in cui se faccio un'altro passo, e ne basta davvero uno solo, perdo il controllo, conosco e riconosco quel momento, avviene in coincidenza con una vocina nella testa che come il grillo di Pinocchio inizia a cantilenare una lagna sulle responsabilita' morali e altre fregnacce.
Nonostante tutto questo ogni cazzo di volta faccio quel passo. E poi da li, una volta perso il controllo, passi e passi e passi.
Sto parlando con me adesso, mi sto chiedendo perche'. Sto cercando una risposta.
Calma piatta all'orizzonte.
Perche' in fondo mi dispiace, a parte il come io debba sembrare vista da fuori (e non ci voglio davvero pensare), il come mi sento dentro mi fa voglia di chiedere scusa.
Ma a chi?
Chiedo scusa alla parte buona e carina e responsabile di me stessa da parte di quella irresponsabile, menefreghista e anche, se vogliamo, parecchio stronza?
E' andata cosi' che ci posso fare?
Pero' se essere meglio lo so.
Anzi, ne sono sicura, come sono sicura che ci fosse dell'alcool in quel bicchiere...
per la pazienza, la comprensione, la sopportazione.
...e scusa.
Scusa.
Che palle.
Mmmmmm...
Alla fine non e' chiedere scusa che mi infastidisce.
Ho delle difficolta' ad accorgermi del momento in cui ci sarebbe da scusarsi, ma le volte che penso di doverlo fare lo faccio, a pieni polmoni.
Quello che mi infastidisce e' questo odioso senso di colpa, questo sentirmi idiota.
Forse e' per questo che mi scuso, perche' ho esagerato e avrei potuto benissimo non farlo. E tra le altre cose non mi spiego quale sia stato il motivo scatenante.
So che c'e' un momento in cui se faccio un'altro passo, e ne basta davvero uno solo, perdo il controllo, conosco e riconosco quel momento, avviene in coincidenza con una vocina nella testa che come il grillo di Pinocchio inizia a cantilenare una lagna sulle responsabilita' morali e altre fregnacce.
Nonostante tutto questo ogni cazzo di volta faccio quel passo. E poi da li, una volta perso il controllo, passi e passi e passi.
Sto parlando con me adesso, mi sto chiedendo perche'. Sto cercando una risposta.
Calma piatta all'orizzonte.
Perche' in fondo mi dispiace, a parte il come io debba sembrare vista da fuori (e non ci voglio davvero pensare), il come mi sento dentro mi fa voglia di chiedere scusa.
Ma a chi?
Chiedo scusa alla parte buona e carina e responsabile di me stessa da parte di quella irresponsabile, menefreghista e anche, se vogliamo, parecchio stronza?
E' andata cosi' che ci posso fare?
Pero' se essere meglio lo so.
Anzi, ne sono sicura, come sono sicura che ci fosse dell'alcool in quel bicchiere...
28 ottobre 2010
Guardo fuori dalla finestra e c'è come uno strato di spessa polvere ovattata sopra le colline.
Ho le mani fredde.
Mi sento anche io ovattata, come se quello che sento non riuscisse ad arrivare lì dove deve e rimanesse in sospeso, non si sa bene in quale posto.
Dovrei concentrarmi ma al solito non ci riesco e tutto sembra una gran perdita di tempo.
Non sono lì ma mi sento come se fossi coricata nel mio letto a fissare il soffitto.
Senza pensieri o forse con troppi, alla fine nessuno riesce a concretizzarsi veramente con un suo senso, con un inizio e una fine.
Forse è solo il freddo che sta arrivando, la pioggia, l'ovatta.
Forse sono solo stanca.
Ho le mani fredde.
Mi sento anche io ovattata, come se quello che sento non riuscisse ad arrivare lì dove deve e rimanesse in sospeso, non si sa bene in quale posto.
Dovrei concentrarmi ma al solito non ci riesco e tutto sembra una gran perdita di tempo.
Non sono lì ma mi sento come se fossi coricata nel mio letto a fissare il soffitto.
Senza pensieri o forse con troppi, alla fine nessuno riesce a concretizzarsi veramente con un suo senso, con un inizio e una fine.
Forse è solo il freddo che sta arrivando, la pioggia, l'ovatta.
Forse sono solo stanca.
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