07 febbraio 2008

Indifesa

E sono a Bologna...cerco di studiare, che dicono che impegnarsi la testa aiuta a non pensare. Ma chi cavolo ci riesce? Io continuo a friggere, e penso e ripenso e faccio e disfo e credo di aver trovato il punto e poi di nuovo mi perdo. Non funziona mai.

Non lo so come mi sento. Certe volte mi prenderei a schiaffi per la mia testardaggine stronza che non mi fa muovere di un passo. Ma quando uno si rende conto che non ce n'e' piu' perche' continua a farsi del male? Perche' non lascia scorrere e si alleggerisce la testa e si gode 'sta vita che non e' fatta che per questo?

No, non dite nulla, lo so bene cos'e'.

C'e' che non si riesce a dirlo. Fine. Maqqquando, macccome? E' che ce n'e' ancora tanto, che di sogni sono piena e ora avrei solo voglia di realta'. Non ce l'ho mai avuta, e la desidero, e la voglio provare. E vedo a occhi chiusi e sento il profumo se mi chiudo il naso e canta nella testa quando mi tappo le orecchie. E vorrei dire, ok ti credo, hai ragione, lo so, lo sento. Eppure so diverso, sento diverso perche' quello che dicono le parole stona con quello sguardo che non mente.

Che potrebbe andare malissimo, stufi dopo una settimana e voglio scappare e me ne vado a casa, me ne torno nel mio buco che ha la mia forma e di sicuro li' non devo rendere conto a nessuno delle mie azioni, nemmeno a me stessa.

Pero'....

E se andasse come lo immagino? E se fosse quello che aspetto da cosi' tanto tempo? E se fosse davvero la mia strada? Che quando poi ti tiri indietro allora quello che rimane sono solo i rimpianti, i se, i ma, gli "ormai e' tardi".
Non sono io. Io ficco le dita nella presa e mi prendo la scossa, solo perche' sono curiosa di sapere che effetto fa. Io rischio. Che tremo al solo pensiero e piango perche' e' quando ci metti tutto te stesso che fa davvero male, e' quando lasci a casa le armi che poi sei davvero indifeso.

E allora sono qua, nuda, e mi vergogno anche un po' che sono piu' cicciona.

E lo so, e' tutta colpa dei tim tam.

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